Evoluzione logo: lasciati ispirare e crea il tuo

Evoluzione loghi famosi
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Nel nostro articolo su come creare il logo perfetto per la tua attività abbiamo elencato le cinque caratteristiche fondamentali che deve avere un logo di qualità: semplicità, memorabilità, versatilità, durabilità e flessibilità. 

Prendendo spunto dalle caratteristiche di durabilità e di flessibilità, in questo articolo  ti mostriamo alcuni esempi di importanti loghi che si sono evoluti nel tempo. Speriamo così di aiutarti a trovare la giusta ispirazione per creare o rinnovare il logo della tua attività. 

Perché creare un nuovo logo o aggiornare quello esistente?  

Nel corso del tempo un’azienda ricorre di solito a diversi loghi. Questo insieme di loghi forma l’identità e la memoria visiva dell’impresa, in cui convergono i valori del brand, le tradizioni e i punti di forza e distintivi rispetto alla concorrenza.

I motivi che spingono un’azienda a creare un nuovo logo o ad aggiornare quello che ha già sono principalmente due: 

  • Look datato. Passato un certo periodo di tempo, il logo inizia ad assumere un aspetto obsoleto, vecchio, “stanco”. Ecco perché anche i marchi più affermati lo modificano per renderlo più attuale, senza tuttavia alterare la brand identity
  • Cambiamento dei servizi/prodotti offerti o del mercato in cui opera l’azienda. 

In questo caso cambia il target dei/delle potenziali clienti che l’azienda vuole raggiungere. È fondamentale che il logo riesca ad attrarre l’attenzione e a comunicare con l’attuale mercato di riferimento. A volte le aziende modificano la propria offerta, ma dimenticano di adattare il logo di conseguenza.

Vediamo ora come questi due motivi abbiano influenzato in concreto la trasformazione di cinque loghi tra i più conosciuti al mondo. 

Evoluzione di loghi famosi  

1. Algida  

Logo Algida 1946
1946

Il primo logo del 1946 era formato da uno scudo contenente il nome dell’azienda, Algida, il quale deriva dal latino “algidus” che vuol dire freddo, glaciale. Il rimando alla sensazione di freddo era inoltre rafforzato dal simbolo del cristallo di neve. L’azienda era nata proprio quell’anno, quindi era importante chiarire il settore in cui operava: la produzione a livello industriale di gelati. Da qui la decisione di indicare nel logo il tipo di industria. 

I colori utilizzati inoltre erano un omaggio ai gusti di gelato più richiesti: crema e cioccolato. 

Logo Algida 1950
1950 

Negli anni cinquanta l’Algida è una realtà affermata in Italia per cui viene meno l’esigenza di spiegare il settore in cui opera. La descrizione inserita nel logo viene sostituita dallo slogan in rima “il gelato fidato” che suggerisce l’autorevolezza del marchio e comunica come la qualità dei prodotti Algida sia una certezza riconosciuta. Ci si può fidare della bontà dei gelati prodotti da questa azienda. 

Questo cambiamento nella strategia comunicativa si riflette non solo nei testi, ma anche nella grafica del logo: non più uno scudo, bensì un rettangolo dai bordi arrotondati e diviso da una curva sinusoide che separa il nome dell’azienda dallo slogan. 

Logo Algida 1983
1983

Nel corso degli anni l’azienda continua a crescere e vuole comunicare in modo più diretto i valori del brand e l’immaginario a cui si ispira: la libertà, le vacanze, la gioia dell’estate. Ecco perché nel 1983 il logo cambia radicalmente. Un sole arancione fa da sfondo alla scritta Algida stagliata in prospettiva. Ogni singola lettera emerge dal centro del sole, come un raggio di luce che illumina chi guarda. 

Il riferimento alla tradizione rimane nella scritta, grazie ai classici colori crema e cioccolato. 

Logo Algida 1998
1998

Negli anni novanta c’è l’esigenza di usare un logo che sia efficace nei vari paesi in cui vengono venduti i gelati dell’azienda, rilevata nel frattempo da Unilever. In ogni paese viene adottato un nome diverso, capace di creare una connessione emotiva tra il brand e gli/le acquirenti: rimane Algida in Italia, Langnese in Germania, Olà in Portogallo, ecc. Anche l’immagine deve rinnovarsi e rispecchiare la nuova strategia glocal: il sole lascia il posto a un doppio cuore rosso stilizzato e cambiano il font e il colore usati per il nome del brand. 

Logo Algida 2003
dal 2003 fino a oggi

Il simbolo del cuore è recepito favorevolmente nei vari paesi, per cui il logo rimane sostanzialmente intatto fino ad oggi. Dopo qualche anno viene aggiornato e leggermente semplificato. Cambia il font e si usano solo due colori: il rosso per lo sfondo e il bianco per la scritta e per il cuore stilizzato. 

2. Barilla 

Logo Barilla 1877
1877

Il primo logo Barilla del 1877 mostra un giovanissimo garzone che rovescia il tuorlo di un uovo all’interno di una cassa che contiene farina. L’uovo è scelto di proposito in quanto simbolo di abbondanza e vita e inoltre è uno degli ingredienti principali della pasta artigianale, prodotto di punta dell’azienda insieme al pane.  

Logo Barilla 1949
1949

Successivamente il garzone scompare dal logo e rimane solo il nome dell’azienda che verrà circondato, nel 1949, da un rettangolo di colore rosso con i bordi arrotondati. 

Negli anni a seguire la pasta viene prodotta su scala industriale e la continua crescita dell’azienda si riflette in diversi ritocchi al font e alla forma del logo che da rettangolare diventa ovale. 

Logo Barilla dal 1954 fino a oggi
dal 1954 a oggi

Nel 1954 la scritta viene circondata da un doppio ovale, uno interno di colore rosso e un altro esterno bianco: è un richiamo alla tradizione, visto che l’immagine ricorda un uovo sodo tagliato a metà. 

È l’inconfondibile logo che rappresenta tuttora l’azienda e che vediamo sulle scatole della pasta disposte negli scaffali dei supermercati in moltissimi paesi.  

3. Ferrero

Logo Ferrero 1946
1946

Il primo logo Ferrero del 1946 mostra la riproduzione della firma del fondatore e la tipica maschera piemontese di Gianduja che dà anche il nome al primo prodotto: il Giandujot, una pasta di nocciole, zucchero e cacao. L’utilizzo di questa specifica maschera non è casuale, visto che l’azienda è stata fondata ad Alba, città che si trova in Piemonte. 

Logo Ferrero 1954
1954

Nel corso degli anni cinquanta la produzione di Ferrero cresce e si diversifica. Il gianduiotto non è più il prodotto di punta e quindi viene meno il senso di associare il brand alla maschera piemontese. Si modifica il logo: contiene la sola firma Ferrero stilizzata e sormontata dalla corona, simbolo legato alla città di Alba, il cui nome viene riportato nella parte inferiore del marchio. L’azienda vuole che il logo simboleggi ancora il forte legame tra il brand e il territorio locale in cui vengono confezionati i suoi prodotti. 

Logo Ferrero dal 1964 fino a oggi
dal 1964 fino a oggi

Nel 1964 il logo cambia ancora per rispecchiare la crescita continua dell’azienda e l’arrivo di molti nuovi prodotti di successo, tra cui la famosissima Nutella. Visto che l’azienda si rivolge ormai a un mercato internazionale, scompare qualsiasi riferimento locale al territorio. Rimane il nome Ferrero, ma scritto con un nuovo font e colore. Questo logo è rimasto praticamente invariato fino ad oggi. 

4. Martini

Logo Martini 1904
1904 

Il primo logo Martini del 1904 è composto dai cognomi degli imprenditori, Martini e Rossi, che rilevarono la distilleria nata qualche anno prima a Torino. Anche questa azienda vuole all’inizio sottolineare il legame col territorio, per cui il logo riporta la città in cui ha sede la prima fabbrica. 

Logo Martini 1925
1925

Il prodotto di punta dell’azienda è il vermouth che inizia ad essere venduto in tantissimi paesi. Diventa così importante che il nome Martini viene utilizzato per indicare genericamente questo liquore. Ecco perché, quando si decide di ricorrere a un nuovo logo che rispecchi la crescita dell’azienda, il nome Rossi scompare e rimane solo Martini. Questo nome sarà il protagonista del nuovo logo del 1925: font pulito di colore bianco, circondato da un rettangolo nero, a sua volta incastonato in un cerchio rosso. È il cosiddetto marchio “ball and bar” che diventerà simbolo in tutto il mondo dell’eccellenza, della raffinatezza e della tradizione del made in Italy. 

Logo Martini dal 2003 fino ad oggi
dal 2003  fino a oggi

Il logo è così amato e strettamente legato all’azienda che rimarrà invariato per decenni, salvo l’inserimento nel 1995 di un bordo grigio che circonda sia la barra che il cerchio. Solo nel 2003 sorgerà l’esigenza di svecchiare un pochino la grafica: verrà modificato il font e il cerchio assumerà un aspetto tridimensionale grazie all’aggiunta di una leggera ombreggiatura. 

5. Gucci

Logo Gucci 1921
1921

Il primo logo Gucci del 1921 riporta semplicemente la firma del fondatore dell’azienda. 

Il carattere è in un elegante corsivo che rispecchia la raffinatezza dei primi prodotti: articoli di pelletteria, guanti e valigeria ispirati allo stile inglese e al mondo dell’equitazione. 

Logo Gucci 1955
1955

Negli anni successivi i prodotti vengono comprati prima di tutto da aristocratici con la passione dell’ippica e poi, mano a mano che l’azienda cresce in vari mercati, da star del cinema e da ricchi esponenti del jet set internazionale. Come abbiamo visto per gli altri loghi presentati fino a ora, l’espansione di un’azienda fa nascere quasi sempre l’esigenza di ricorrere a un nuovo logo ed è così anche per Gucci. Negli anni cinquanta, il nome in stampatello viene riportato sopra uno stemma araldico che raffigura un cavaliere che indossa una valigia e una borsa da viaggio. Lo stemma vuole creare un’associazione tra il brand e i fasti del medioevo fiorentino. È un richiamo all’immaginario della cavalleria e della nobiltà: un modo per sottolineare a livello visivo il lusso e l’esclusività dei prodotti Gucci. 

Logo Gucci 2009
2009

Negli anni sessanta Aldo Gucci, uno dei tre figli del fondatore, opta per un ritorno al minimalismo grafico delle origini e disegna un nuovo logo che inizialmente comparirà solo su alcuni prodotti: due G disposte nei modi più svariati (fuse in un cerchio, contrapposte, invertite e in forma astratta). 

Bisognerà aspettare gli anni novanta affinché la doppia G venga adottata come marchio ufficiale. Nel 2019 le lettere sono sovrapposte e rivolte entrambe a destra. 

Usa l’ispirazione per creare o rinnovare il tuo logo

Come avrai potuto notare, tutti i loghi di cui abbiamo parlato sono stati realizzati prendendo spunto da idee estremamente semplici, ma efficaci. 

Il punto di partenza è sempre il nome dell’attività che a volte viene eliminato dal logo quando il brand diventa talmente tanto forte e famoso da essere immediatamente associato all’azienda (es.: Gucci). 

È quindi fondamentale scegliere con cura il nome dell’attività (es.: Algida) o in alternativa usare il proprio nome e/o cognome (es.: Martini). 

Fatto ciò, potrai accostare al nome delle immagini o dei simboli che rimandino al settore industriale o professionale in cui operi (es.: il cristallo di neve per Algida, l’uovo per Barilla, il cavaliere con valigia e borsa da viaggio per Gucci); alle tradizioni locali e al luogo in cui ha sede la tua attività (es.: la maschera piemontese e la corona per Ferrero); all’immaginario che vuoi evocare (es.: il sole e il cuore di Algida). 

Noi di Jimdo pensiamo che la possibilità di creare o adattare il proprio logo non debba essere prerogativa delle aziende che fin dall’inizio hanno un grosso budget. 

Per questo abbiamo sviluppato il nostro Logo Creator completamente gratuito. Usalo per: 

  • Creare da zero il primo logo per la tua attività
  • Se pensi che il tuo logo attuale sia obsoleto e ne vuoi uno nuovo di zecca
  • Per testare varie idee e per creare una versione da usare come base da modificare successivamente con strumenti di modifica immagine. Se non sai quali usare, consulta il nostro articolo dedicato alle alternative gratuite a Photoshop

Crea un logo per mettere in risalto la tua attività.

Elisabetta Satta
Elisabetta lavora come traduttrice per Jimdo e si dedica anche alla scrittura di articoli specifici per il mercato italiano. Quando non lavora, ama dedicarsi alle sue più grandi passioni: la musica, il cinema e il femminismo.
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