Come avere uno snippet su Google per il tuo sito

come ottenere uno snippet su Google
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Tutti vorremmo un sito web al primo posto nella pagina dei risultati di Google, ma hai mai provato ad aggiudicarti la posizione zero? Sì, hai letto bene, proprio la posizione zero. Dal 2014, Google aggiunge alla pagine dei risultati degli snippet, ovvero dei “ritagli” di pagine web inerenti alla ricerca dell’utente. Questi box compaiono nella cosiddetta “posizione zero”, prima di tutti i risultati di ricerca e, oltre ad essere utili e cliccabili, godono di una posizione privilegiata in grado di aumentare il traffico verso il sito a cui si riferiscono. Ma come puoi fare affinché anche il tuo sito venga mostrato prima di tutti gli altri risultati?

In questo articolo spiegheremo cosa è uno snippet di Google, perché è così utile e cosa puoi fare affinché anche il tuo sito compaia in primo piano.

Cos’è uno snippet di Google?

Uno snippet di Google è un box che contiene una risposta alla ricerca dell’utente e che appare prima di tutti gli altri risultati di ricerca e dopo gli annunci. Lo riconosci perché appare in un riquadro e solitamente è composto da un breve paragrafo e da un’immagine.

Esempio di uno snippet di Google
Ecco un esempio di come normalmente appare uno snippet di Google. Il paragrafo è composto da 46 parole.

Non tutte le ricerche portano a uno snippet, ma stanno comparendo con maggiore regolarità. La maggior parte di essi è composta da un paragrafo testuale, ma esistono anche snippet sotto forma di elenchi, tabelle e video. Inoltre, noterai che compaiono più frequentemente se nella barra di ricerca di Google inserisci una domanda.

Perché gli snippet sono così importanti?

Attualmente solo il 15% delle ricerche porta a uno snippet, ma questa percentuale è destinata ad aumentare in futuro. Gli snippet di Google facilitano e velocizzano la ricerca di una risposta ed è per questo che sono così ambiti. Sono utili soprattutto ai visitatori da mobile, ovvero i maggiori artefici del traffico online, ma anche agli assistenti vocali come Siri o Alexa che possono leggere il contenuto dei box al posto tuo.

Ma se un utente trova già la risposta alla sua ricerca in primo piano, non c’è il rischio che non clicchi sul relativo sito perché ha già soddisfatto la sua esigenza? A tale proposito, Google afferma che gli snippet non riducono il traffico verso un sito. Anche altri esperti di SEO sono d’accordo e confermano che se un sito appare in primo piano, la consapevolezza del brand aumenta anche se alcune persone non lo cliccheranno. Se vuoi approfondire questo aspetto, Google mette a disposizione maggiori informazioni per capire il funzionamento degli snippet.

Cosa posso fare affinché il mio sito compaia in primo piano?

1. Pensa alle domande più comuni che potrebbero farti i tuoi clienti

2. Verifica se queste domande conducono a degli snippet

3. Scrivi la tua risposta in “stile snippet”

4. Pubblica la risposta sul tuo sito nel formato corretto

Sfortunatamente, non puoi inserire un codice che porti il tuo sito in primo piano o avanzare una richiesta a Google. Google, infatti, decide autonomamente se mettere in evidenza la tua pagina ma, come per la maggior parte degli elementi SEO, puoi adottare qualche utile accorgimento.

Con alcune semplici modifiche alle parole chiave puoi rendere i tuoi contenuti più accattivanti e favorire la loro comparsa in uno snippet anche se non sei al primo posto dei risultati di ricerca. Google crea gli snippet attingendo anche dai siti che compaiono in fondo alla pagina dei risultati, a condizione che si tratti di siti web affidabili e che il loro contenuto risponda alla domanda dell’utente. Interessante, non credi?

1. Pensa alle domande più comuni che potrebbero farti i tuoi clienti

Per la maggior parte delle persone questo implica ricercare le parole chiave, ma non devi lasciarti demoralizzare dalla presunta mole di lavoro: se hai un’attività, probabilmente saprai già quali potrebbero essere le domande dei tuoi potenziali clienti.

Non devi però focalizzarti su domande a risposta chiusa alle quali bastano due parole per rispondere o su domande specifiche per la tua attività, ad esempio “Siete aperti al sabato?”. Devi pensare a domande più articolate riguardanti il tuo prodotto o servizio e che potrebbe chiedere anche chi non ha mai sentito parlare della tua attività. Se vendi cappelli, ad esempio, potresti rispondere a una domanda del tipo “Come faccio a capire qual è la mia taglia?”, oppure dare una definizione ad alcuni dei termini più comuni del tuo settore.

Questi contenuti generici ma di alta qualità daranno visibilità al tuo sito e di conseguenza alla tua attività e a quello che fai.

2. Verifica se queste domande conducono a degli snippet

Quando avrai stabilito quali potrebbero essere le domande a cui dare risposta, è utile che tu dia un’occhiata anche all’operato della concorrenza e che verifichi a chi appartengono gli snippet che rispondo alle domande alle quali hai pensato. Sono risposte utili? Se non lo sono (e anche Google ha ammesso che alcune non lo sono affatto), puoi approfittarne e scavalcarle per prendere la loro posizione. Se invece non è ancora presente uno snippet con la risposta alla tua domanda, prova a cambiarla.

Alcuni esperti SEO consigliano di “attaccare” gli snippet più vulnerabili piuttosto che cercare di scrivere contenuti per snippet che non esistono e sperare che Google decida di crearne uno.

3. Scrivi la tua risposta in “stile snippet”

A questo punto è giunto il momento di metterti a un tavolo e di rispondere chiaramente e in modo sintetico alle domande alle quali hai pensato. Google predilige le risposte chiare e palesi, non quelle sepolte da una montagna di testo. Dopo tutto, uno snippet risulta attraente proprio perché è conciso, chiaro e si aggira intorno alle 50-75 parole.

Usa un linguaggio semplice, scrivi come parlerebbero le persone nella vita reale senza usare termini gergali. Precisione e chiarezza sono le parole chiave, quindi lascia da parte le spiegazioni troppo complicate. Non è il momento di dare una risposta alla quale nessun altro è in grado di rispondere, cerca piuttosto di allinearti agli altri e alle fonti affidabili che trovi online.

4. Pubblica la risposta sul tuo sito nel formato corretto

Ora che hai scritto la tua risposta, pubblicala sul tuo sito in un formato che permetta a Google di considerarla tanto affidabile da meritare uno snippet.

  • Usa titoli H1 o H2 (titoli medi e grandi per i siti Jimdo) per riportare la domanda e quindi un paragrafo di testo normale per la risposta. I titoli delle sezioni con questo formato aiutano a suddividere il testo e a fare in modo che i motori di ricerca si accorgano di loro e li passino in rassegna.
  • Ottimizza anche le immagini aggiungendo gli alt text e le didascalie.
  • Fai in modo che i titoli corrispondano il più possibile alla tua domanda di riferimento: questo renderà il tuo sito il perfetto candidato per uno snippet. Ad esempio scrivi “Come insegnare al tuo cane a sedersi” vs. “Trucchi per addestramento cani 101”.

Dove dovresti pubblicare queste risposte all’interno del tuo sito? La posizione migliore è la pagina delle FAQ (qui trovi alcuni consigli per scriverne una) oppure una guida all’acquisto sulla pagina relativa al tuo prodotto, ma in ogni caso puoi rispondere alle domande dove vuoi, l’importante è trovare una posizione che sia adeguata e usare un titolo.

Richiedono un po’ di tempo e fatica, ma per uno snippet questo e altro!

Cercare di ottenere uno snippet può essere un esperimento divertente e gratificante. Anche se alla fine non riuscirai ad arrivare alla tanto ambita posizione zero, i nostri consigli ti permetteranno di capire se i contenuti del tuo sito sono utili e di buona qualità, senza contare che daranno maggiore visibilità al tuo sito, miglioreranno la SEO e aiuteranno i tuoi clienti nelle loro ricerche. Per maggiori informazioni sull’argomento, ti consigliamo di leggere la nostra guida SEO per principianti.

Maggie Biroscak
Maggie lavora per Jimdo come copywriter e redattrice. Precedentemente ha collaborato con organizzazioni operanti in campo ambientale e dell'attività d'impresa sostenibile. Quando non è intenta a controllare compulsivamente la punteggiatura nei testi, puoi trovarla immersa nella lettura di riviste scientifiche, occupata a cucinare o a fare camping da qualche parte.
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